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Gay & Bisex

Cap 24 - «Buon compleanno, Cas»


di Raphs_0406
23.03.2026    |    754    |    0 7.0
"«Comunque, scommetto che non sono l'unico a cui hai detto "solo tuo"» Lo dice sogghignando, ma vedo un lampo di gelosia negli occhi..."
«Auguri, Cas»

Una sberla mi arriva in pieno sedere, così forte che quasi mi ribalto.

Un minuto prima ero nel mondo dei sogni, un minuto dopo sono accasciato sulle coperte, come sempre, con il sedere in fiamme.

«Cazzo... Ma un po' di delicatezza?» mi lamento, cercando di svegliarmi abbastanza per aprire gli occhi.

È ancora buio, l'unica cosa che vedo sono gli occhi di Drag, che sta sussultando per le risate.

«Il tuo culo è troppo perfetto» sogghigna, stringendomelo con entrambe le mani. «Comunque ti ho fatto gli auguri, non hai sentito? È il tuo compleanno, cazzo, un po' di energia»

«Eh?» strizzo gli occhi e mi giro supino, con un sospiro esausto. Chissà perché Drag si sveglia sempre in automatico alle due, ma dio santissimo.

«Il mio... Ah, già»

Drag mi viene addosso con calma, le braccia ai lati, e mi guarda compiaciuto. «Visto che me ne sono ricordato? 20 febbraio. Un bacio non me lo dai?»

«Tu vuoi scopare» sbotto io. «Non c'è bisogno che fai tutte ste storie»

Drag ridacchia, poi mi afferra il mento. Si avvicina così tanto che ho il suo naso contro il mio.

«Il mio Cas è diventato maggiorenne oggi» mormora, passando il pollice sulle mie labbra. «Hmm? Mi hai raggiunto di nuovo, coglione»

Chiedendomi come cazzo faccia ad avere tutta questa energia anche alle due di notte, gemo dalla stanchezza e mi lascio schiacciare da lui, ormai sono abituatissimo ai suoi novanta chili.

«Drag, non posso cambiare il giorno in cui mia madre mi ha scodellato, devi fartene una ragione che ci sono tipo sei mesi all'anno in cui sono grande come te»

Ridacchia, mi dà una palpatina, poi mi tira su seduto. È tutto fiero quando prende un pacchettino che era nascosto sotto una delle brandine.

«Toh» me lo lancia in faccia. «Guarda, questo sì che è un regalo, altro che quella ciambella che mi avevi preso tu»

Arrossisco tutto, non so se essere felice per il regalo o offeso fino al midollo. Annaspo per la difficoltà della scelta e Drag mi guarda ridacchiando, visto che non so quale espressione fare.

Alla fine faccio una smorfia e mi rannicchio contro il muro, dandogli le spalle.

«Ti avevo preso anche le tinte» sbotto, sentendolo avvicinarsi. «Erano costate quasi quaranta euro»

Drag sbuffa contro il mio collo e mi sento stringere da dietro, la sua testa sulla mia spalla, e mi guarda, mordicchiandomi il collo.

Continuo a fissare il muro, imbronciato, senza appoggiarmi contro di lui.

«Che due palle, Cas» sbotta, alla fine. «Apri questo cazzo di regalo che ho pure impacchettato, su, e facciamo qualcosa di più interessante»

Guardo il pacchettino tra le mani, lo tasto a malavoglia e sento qualcosa di spigoloso, di plastica.

«Che cazzo è, delle manette?» commento esasperato, e, lo ammetto, leggermente spaventato. Che voglia alzare il livello?

Drag sogghigna dietro di me, tirandomi contro di lui e chiudendomi tra le gambe. «Boh... Aprilo, veloce»

Socchiudo gli occhi, in ansia, e strappo con un colpo secco il sacchettino.

E rimango senza fiato.

Un paio di occhiali da sole a specchio. Armani, addirittura.

«Cazzo...»

Drag mi fissa così gonfio di compiacimento quando mi giro verso di lui, a bocca aperta, con in mano gli occhiali.

«Ma come diavolo hai fatto?!»

Schiocca la lingua con noncuranza e socchiude gli occhi, ridacchiando. «Sono o non sono forte? Ti piacciono, eh? Stai quasi sbavando, Cas, controllati»

Mi tremano le mani quando cerco invano di osservare meglio quegli occhiali, per poco non svengo dall'emozione.

«Sempre un cazzo di marchettaro che si eccita per due stracci» commenta lui, sbuffando.

Non gli bado e mi divincolo dalla sua stretta per andare sotto alle sbarre della finestra per vederci meglio.

Sono bellissimi, le lenti a specchio brillano sotto la debole luce della luna come pozze nere.

«Drag...» balbetto, senza sapere cosa dire.

E mi ritrovo sbattuto contro il muro, una mano sul petto, l'altra vicina alla faccia.

La sua bocca contro la mia, mi afferra il mento mentre mi bacia con fame.

Ricambio con tutta la passione che riesco ad accumulare alle due del mattino e gli prendo a fatica la nuca.

Mi ha quasi mangiato la faccia quando si stacca, leccandosi le labbra, molto compiaciuto.

«Sta' fermo» sibila, fissandomi affamato.

Stringo leggermente i denti, Drag mi mette ancora soggezione quando mi tiene inchiodato al muro in quel modo.

«Di chi sei?» chiede, con un sorrisetto poco rassicurante.

Mi schiaccio leggermente contro il muro, non che possa indietreggiare più di tanto.

Poi mi ritrovo a fissargli i capelli: ha quasi un'antenna che gli spunta.

«Guarda me, cazzo» sbotta lui, mollandomi uno schiaffo.

Mi viene da ridere quando vedo che cerca di aggiustarsi i capelli.

«Di chi sei, hmm? Sto aspettando la risposta» mi è ormai addosso, un ginocchio contro il mio inguine, non preme, non ancora.

Cerco invano di spingerlo via, questi giochini mi fanno ancora venire l'ansia, anche se Drag si diverte da morire.

«Tuo» dico piano, guardandolo con gli occhioni.

«Bah, di meglio, Cas, su» ridacchia lui, alzandomi il mento.

«Solo tuo» sussurro, dopo averci pensato e averlo maledetto per queste dannate perversioni.

Drag ridacchia, soddisfatto, mi afferra per i fianchi e mi gira. Per un minuto intero quasi mi illudo che voglia passare il resto dell'alba a coccolarmi.

Un minuto dopo ovviamente mi trascina indietro con sé e mi butta sulla nostra coperta, con gli occhi che gli brillano.

«Drag, io volevo dormire...» mi accascio senza forze, mentre mi si arrampica addosso. «Almeno per il mio compleanno...»

«Non ti è piaciuto il regalo?» mi fa, inumidendosi le labbra. «Voglio il ringraziamento»

«Tu vuoi fare il giro delle due anche quando non mi hai fatto nessun regalo...» gemo, esausto.

Le coperte sono così morbide che vorrei sprofondarmi e dormire per due giorni di fila.

Mi chiude tra le braccia e mi si sdraia addosso, sogghignando.

«Sei perfetto, Cas» dice, dopo un po'. «Mi fai impazzire»

«Perché?» faccio io, se parla vuol dire che non ha intenzione di scopare subito.

«Sei il mio Cas» ridacchia, dandomi una strizzatina al culo. «Proprio un cazzo di marchettaro. Sei proprio bello quando sei nudo»

Socchiudo gli occhi, arrossendo. La volgarità di Drag mi dà così sui nervi, ma dio santissimo. «Ma ce la fai a fare il serio, una maledetta volta?»

Lui si limita a mordermi sul collo, gemo per il dolore e cerco di staccarlo, per poco non si porta via un pezzettino di me, e non solo di pelle.

«Oh, ma che cazzo fai?!»

«Mi fai venire troppo appetito, Cas» fa lui, serafico. «Così puro nel peccato»

Per poco non mi strozzo nella saliva. «Che cazzo hai detto?»

Si attacca alla mia bocca e mi soffoca con la lingua, poi spiega, sogghignando: «Santo e peccatore insieme, non trovi? Proprio un angelo caduto sul marciapiede»

Sono così spiazzato che rimango senza parole.

«E se fossi un peccatore e basta?» ribatto.

Drag mi passa una mano nei capelli e si china verso di me.

«Allora... Mi faresti solo impazzire ancora di più» bisbiglia, con un sorriso storto.

Sto per dire qualcos'altro quando mi dà un'altra sberla e ritorna alla modalità normale. «Apri le gambe, Cas, veloce»

Le stringo d'istinto.

«È il mio compleanno» sbotto, anche se mi viene quasi la voce da bambino imbronciato.

«Fai il bravo» ribatte lui, afferandomi le braccia.

Mi divincolo come sempre, ovviamente senza riuscire a muovere un solo muscolo.

Mi sbatte i polsi contro le coperte e me li afferra con una mano sola, sento pulsare le vene contro le sue dita, e mi maledico per i polsi sottili.

«Cas, apri subito quelle gambe, mi stai facendo morire dalla voglia» ringhia piano, cercando di separarmi le cosce, anche se con una mano sola è leggermente complicato.

«Comunque, scommetto che non sono l'unico a cui hai detto "solo tuo"»

Lo dice sogghignando, ma vedo un lampo di gelosia negli occhi. «Non è vero, hmm?»

Mi mordo le labbra e penso a come rispondere, ma non mi lascia il tempo.

«L'hai detto a tutti quelli che ti hanno comprato, eh?» ringhia, palesemente seccato e affamato in modo spaventoso. Cristo, che voglia prendersi la rivincita?

«Drag, senti, funziona così» provo a spiegare. «Se quello vuole che gli dica "solo tuo" lo devo fare, cazzo, mi ha pagato, e lo sai benissimo anche tu che è recita-»

«Adesso sei solo mio» mi interrompe ringhiando. «Non ti toccherà più nessuno. Solo mio, Cas.»

«Mi vuoi anche se mi sono fatto usare da chiunque sul marciapiede?» mi ritrovo a piagnucolare, provando a tirarlo a me, ma ho le mani bloccate.

Non mi accorgo neanche che mi sono aperto e l'ho chiuso tra le gambe.

«Beh, il tuo buco è rimasto stretto» sbotta lui, compiaciuto, vedendomi aperto.

«Non sono un buco» lo correggo, imbronciato.

«Sei anche il mio buco» ripete lui, con un sospiro, come se avesse ceduto a chissà che cosa.

«Non sono più il tuo Cas» cerco di districarmi da lui e a sgattaloiare via, ma mi afferra il mento e mi obbliga a guardarlo negli occhi.

«Guarda che posso trovarmi tranquillamente un altro buco da scopare» mormora, ridacchiando, ma mi ha fatto rimanere più male di quanto pensassi.

«No che non lo farai» mi ritrovo a piagnucolare di nuovo, maledicendomi per il tono da bambino piccolo. «Anche tu sei solo mio»

Mi becco uno schiaffo in faccia e mi mordo le labbra, cerco di sembrare uno che è appena diventato maggiorenne, uno che non è assolutamente dipendente da un diciottenne perverso con il ciuffo tinto di rosso. Senza grandi risultati.

«Io non sono di nessuno» sbotta lui, passandosi una mano tra i capelli. «Io sono il top, punto»

«Ma che cazzo c'entra l'essere top, adesso?» Quasi mi metto a ringhiare dalla frustrazione: possibile che Drag non riesca mai a dire una parola giusta al momento giusto? «Fai l'attivo, va bene, non ti impedisce ad essere mio»

«Io non sono l'attivo» mi corregge, serissimo. «Io sono il tuo top, e tu il bottom. Io sfondo, tu ti fai sfondare. E basta.»

Gli faccio l'espressione imbronciata e cerco di non fargli vedere quanto cazzo mi faccia stare male, e mi ritrovo a chiedere se mi sono innamorato di lui, e capisco che non lo so.

Provo qualcosa di così incasinato che è meglio non pensarci.

«Bah» fa lui, dopo un po'. Mi asciuga una lacrima e mi lascia i polsi, circondandomi con le braccia.

«Tengo il mio Cas, va bene? Shh, ti tengo»

«Non lasciarmi mai, Drag...» mi ritrovo a singhiozzare senza freni, e dire che è il mio compleanno. «Tienimi per sempre...»

«Ti tengo per sempre, stai tranquillo» è così gonfio d'orgoglio che ridacchia con gli occhi socchiusi, accarezzandomi i capelli.

«Sei solo mio» dico ancora, ma vedo che Drag fa finta di non avermi sentito. Lo tiro a me per obbligarlo a guardarmi. «Drag?»

Fa un sorriso storto e si attacca alla mia bocca, stendendosi sopra di me, poi intreccia una mano alla mia e me la sbatte sullo sterno.

Decido di prenderlo con una conferma muta e mi sento un po' meglio. Almeno gli occhiali da sole sono bellissimi.

«Ora però voglio il ringraziamento per gli occhiali» dichiara, toccandosi un attimo.

Chiudo gli occhi per una preghiera e apro le gambe, rassegnato. «Cristo Dio, a volte vorrei che fossi più romantico»

«Io sono il tuo Drag, ti scopo quando mi pare» ansima, eccitato, e quasi mi viene da ridere.

Ma davvero, Dio mio se mi piace, è così perversamente vivo.

Chissà che cazzo di sentimento è, questo.

«Girati» mi fa lui, girandomi di peso, e sale con bocca lungo la mia schiena, poi mi passa una mano davanti al petto e mi stringe contro di sé.

«Sei la mia preda preferita» ridacchia, partendo dietro di me, mi stringe così tanto che quasi non respiro.

«Non puoi essere normale, una santa volta?» gemo, e mi puntello con tutte le forze per non scivolare sotto i suoi colpi, sono completamente bloccato, l'unica cosa che posso fare è farmi sfondare e gemere, neanche per finta.

«Sono proprio bravo a scopare, Cas» si vanta, tutto fiero, senza nemmeno considerare la mia domanda. «Ti adoro, Cas. Proprio stretto.»

«Se ti fossi fermato al mio nome sarebbe stato più romantico» sbotto io, e mi arrendo quando si china verso di me, inglobandomi completamente sotto di lui, e mi mordicchia l'orecchio.

«Ti adoro, Cas. Buon compleanno»




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